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Notizia · Legge 104

Cosa cambia per i permessi 104 dopo la circolare INPS n. 100?

Pubblicato il · Redazione HR Facile

Con la circolare n. 100 del 18 settembre 2026 l’INPS spiega chi restituisce i permessi 104 quando più familiari assistono la stessa persona con disabilità e, insieme, superano i tre giorni al mese. Il giorno in più preso dopo i tre lo restituisce chi l’ha preso; il giorno preso da due familiari insieme si recupera in parti uguali da tutti e due. La circolare non indica una data di partenza: spiega come l’INPS tratta i superamenti, e i suoi esempi riguardano marzo 2026.

Cosa dice la circolare INPS n. 100 del 18 settembre 2026?

Dice come l’INPS recupera i permessi 104 presi oltre il limite da più familiari della stessa persona. La base è l’articolo 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992: il lavoratore dipendente ha diritto a tre giorni di permesso al mese, retribuiti e coperti da contribuzione figurativa, per assistere un familiare con disabilità grave non ricoverato a tempo pieno.

Dal decreto legislativo n. 105 del 30 giugno 2022 il permesso può essere riconosciuto a più familiari; prima ce n’era uno solo, il «referente unico». Il limite resta di tre giorni al mese in tutto, da usare «in via alternativa», cioè a turno. Superarlo è «una violazione di legge» e obbliga l’INPS al recupero.

Chi restituisce il giorno in più se i familiari superano i tre giorni?

Lo restituisce il familiare che ha preso il permesso quando i tre giorni del mese erano già stati usati. L’INPS applica la «priorità temporale»: i giorni già usati da un familiare contano anche per gli altri, e raggiunto il terzo il diritto è esaurito per tutti, «anche se autorizzati dall’INPS».

Un esempio dalla circolare: A prende il permesso il 5 e il 18 marzo 2026, B il 25 e il 30 marzo. Il 25 è il terzo giorno del mese, quindi il 30 è di troppo e l’INPS lo recupera da B, anche se B quel mese ha preso solo due giorni.

Cosa succede se due familiari prendono il permesso lo stesso giorno?

Quel giorno è indebito e l’INPS lo recupera in parti uguali da tutti quelli che l’hanno preso, nella stessa giornata o nelle stesse ore. È indebito anche se nel mese i giorni restano tre.

Nell’esempio della circolare (5, 18 e 25 marzo) A prende il 5, A e B insieme il 18, B il 25: il 18 è indebito lo stesso, al 50% per ciascuno, calcolato sull’orario di lavoro di ognuno. Il limite vale «anche in caso di fruizione a ore».

Il datore di lavoro deve fare qualcosa di nuovo?

La circolare non chiede niente di nuovo ai datori di lavoro: è indirizzata agli uffici dell’INPS. Se arriveranno istruzioni operative, questo articolo si aggiorna. Il recupero è a carico del lavoratore che ha preso i giorni oltre il limite, o di tutti quelli che hanno preso lo stesso giorno, in parti uguali.

Il tuo ruolo resta quello di sempre: nel settore privato paghi i giorni di permesso e l’INPS ti autorizza a compensare quelle somme con i contributi dovuti. La circolare non dice come il recupero passi dalla busta paga né come valga per i mesi già chiusi: per il caso preciso chiedi al consulente del lavoro.

Cosa conviene fare in una piccola azienda?

Conviene sapere che i tre giorni sono della persona assistita, non del singolo dipendente, e che il limite si supera anche se ognuno ne ha presi meno di tre. Tu vedi solo i giorni presi nella tua azienda, non quelli del fratello o del coniuge che lavora altrove. Per questo la circolare dice che i familiari sono «tenuti alla pianificazione congiunta dell’assistenza».

Puoi dirlo ai dipendenti che condividono l’assistenza, così si accordano prima di chiedere il giorno. E registra ogni permesso con data e ore precise: se arriva un recupero, sono quelle a dire chi è venuto prima.

Domande frequenti

Per la persona assistita. Se più familiari sono autorizzati ad assisterla, i tre giorni al mese sono in tutto e si usano a turno, come prevede l’articolo 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992.

Sì: i tre giorni si possono frazionare in ore, e il limite di tre giorni al mese vale anche quando il permesso si prende a ore (circolare INPS n. 100 del 18 settembre 2026).

La presenta il lavoratore dipendente: è la domanda che fa partire il riconoscimento del diritto da parte dell’INPS. La circolare n. 100 del 18 settembre 2026 richiama su questo una sentenza della Cassazione del 2024.

Fonti

  1. Circolare 18 settembre 2026, n. 100 — Permessi di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, riconosciuti a più lavoratori dipendenti per l’assistenza alla medesima persona in condizione di disabilità. Disciplina applicabile nei casi di violazione dei limiti di leggeINPS · 18 settembre 2026
  2. Legge 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33, comma 3Normattiva · 5 febbraio 1992
  3. Decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105, art. 3Normattiva · 30 giugno 2022

Qui trovi la regola generale, con le fonti ufficiali. Il contratto collettivo della tua azienda può prevedere condizioni diverse: per il tuo caso chiedi al tuo consulente del lavoro.

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